Centro Valle Intelvi

Casasco

Chiesa della Madonna del Carmine

La chiesa della Madonna del Carmine è uno splendido esempio della leggerezza e grazia della scultura in stucco di un Barocco ormai maturo ed esempio del forte legame con le famiglie di artisti che qui hanno avuto origine: i Ferradini, i Ferrata, i Gelpi, i Caminada, gli Schera e i Pedetti. Le origini romaniche della chiesa risalgono all'XI secolo, ma venne ricostruita alla fine del cinquecento e completata verso la fine del secolo successivo. Lungo le tre pareti del presbiterio trovano posto sei statue a figura intera che si sporgono volgendosi verso il centro della chiesa. A queste si aggiunge la Madonna col Bambino marmorea seicentesca che riflette il modello orsoliniano genovese.

Degli ultimi decenni del seicento la decorazione della volta dove una ricca ghirlanda intrecciata di fiori è sorretta da putti in volo in un movimento giocoso. In corrispondenza delle vele della corona floreale pendono quattro medaglioni ovali con scene tratte dall'antico testamento che prefigurano la venuta della Vergine in cui possiamo vedere Ester davanti ad Assuero; Giuditta e Oloferne e Giaele che uccide Sisara.

La prima cappella a destra presenta una pala d'altare con la Madonna Immacolata con Gesù Bambino, che potrebbe essere stata dipinta in Italia centrale. Maria, con la veste blu e rossa dell'Assunta, spicca fra le nubi sostenendo il Figlio seminudo che con la croce-lancia uccide il serpente che striscia sul globo terracqueo. Tipica è l'iconografia tardo seicentesca della croce-lancia che sconfisse gli Ottomani.

Madonna Immacolata con Gesù Bambino
Madonna Immacolata con Gesù Bambino
Chiesa della Madonna del Carmine
Chiesa della Madonna del Carmine

La seconda cappella di sinistra è dedicata alla Madonna del Suffragio. Di patronato del fu Marco de Marchi (alias Gelpi) presenta una pala d'altare con l'Intercessione della Madonna con Gesù Bambino per le anime purganti.

Particolare della pala d'altare
Particolare della pala d'altare

Chiesa di San Maurizio

La chiesa dedicata a San Maurizio Martire ha origini romaniche. Ricostruita nel 1853 su disegno dell'architetto Pizzagalli, presenta una vasta navata con ampie nicchie laterali che accolgono gli altari e l'abside semicircolare. La ricostruzione di gusto neoclassico è espressa in modo uniforme dall'assetto decorativo interno, cui concorse nel 1848 lo stuccatore Basilio Pinchetti di Blessagno, mentre la facciata, completata nel 1931 con l'inserimento di una statua del santo titolare in un'edicola centrale, è sormontata da timpano triangolare. La facciata in stile neoclassivo venne restaurata nel 1931 da Leopoldo Ferradini.

Sul lato sinistro, dopo il fonte battesimale con ciborio ligneo barocco, troviamo la prima cappella intitolata a Maria Bambina.

All'interno il dipinto la "Madonna col Bambino tra i santi Maurizio e Pietro" (1530-1540) sormontato da una crocifissione.

Una tela di analogo soggetto di Onorato Andina si trova nella prima cappella a destra, dedicata alla Madonna delle Grazie.

Nella seconda cappella a sinistra il Crocifisso ligneo sei-settecentesco si trova all'interno di una nicchia rivestita di tessuto delimitata da una cornice in stucco lucido arricchita da tre figure di angeli fanciulli modellati a tutto tondo. Quello centrale regge una croce, mentre quello a destra una corona. Sopra la mensa lo splendido tabernacolo è stato allestito reimpiegando frammenti marmorei di tardo seicento-inizio settecento. Le raffinate testine angeliche ripropongono, anche nell'accostamento dei materiali e nelle cromie, giocate sui bianchi per le parti figurate, neri e rossi per gli elementi architettonici, un gusto tipico dei lacuali attivi in area ligure. 

La decorazione della volta è opera di Antonio Pasetti, in collaborazione con Leonardo Caselli per gli ornati. Nella prima campata troviamo il martirio della legione tebea ad Agauno (nell'attuale Svizzera) ad opera dell'imperatore dipinto a cavallo. 

Nella seconda campata nei pennacchi sono raffigurati gli evangelisti nell'atto di scrivere il Vangelo affiancati dei propri tradizionali attributi. Sulla cupola Maurizio inginocchiato tra le nubi con il capo aureolato avvolto nel proprio mantello viene accolto in cielo.