Centro Valle Intelvi

Castiglione

Plebana di Santo Stefano

In località Montronio di Castiglione, sorge l'antica chiesa matrice della pieve della Valle Intelvi per tutto il Basso Medioevo: la Plebana di Santo Stefano. La monumentalità dell'edificio rispecchia l'importanza della chiesa matrice, come centro religioso e capopieve della Valle Intelvi, ed era gestita da un collegio di canonici. Le prime notizie della chiesa Plebana risalgono al secolo VI dove si parla dell'esistenza di una chiesa in Castiglione d'Intelvi, matrice delle Parrocchie della Valle Intelvi da cui, nel corso dei secoli, si sono staccate tutte le altre parrocchie del territorio.

La chiesa attuale, a navata unica con volta a crociera, sei cappelle laterali e presbiterio a pianta quadrangolare, presenta una stratificazione temporale avvenuta nel corso dei secoli ad iniziare dalla ricostruzione a seguito del crollo nel 1506 a causa di piogge torrenziali.


Nella terza cappella di sinistra troviamo la pala "Madonna col Bambino adorata da Santa Maria Maddalena e San Giovanni Battista" della fine del secolo XVI. La tela ridipinta ha molti rimandi ai caratteri formali di Isidoro Bianchi. È possibile quindi pensare ad un intervento proveniente dal vasto atelier familiare della famiglia.

Nella terza cappella a destra, di juspatronato della famiglia Ferretti troviamo l'affresco de "L'apparizione della Vergine a San Girolamo" che reca un'iscrizione: "1644 Georgius Domenicus et Petrus fratres Fareti devotionis hoc sacellum ornar e fecerunt" che si può tradurre come: Giorgio Domenico e Pietro, fratelli Ferretti questa cappella fecero e ornarono. Il dipinto riproduce una stampa di Agostino Carracci tratta dalla tela dipinta dal Tintoretto per l'altare dell'Albergo della scuola di San Fantin a Venezia e oggi alle Gallerie dell'Accademia. 

Nella prima cappella a sinistra la decorazione è del seicento. Colonne tortili incorniciano la pala del 1835 che descrive "L'apparizione di Gesù Bambino a Sant'Antonio da Padova" del pittore Onorato Andina.

Chiesa di Sant'Agata

La chiesa di Sant'Agata si trova di fronte alla parrocchiale di Santo Stefano ed è stata eretta nel 1587 per volontà di Pietro Perrone.

Dal 1600 al 1648 la chiesa sostituisce l'antica plebana e collegiata di Santo Stefano, centro della Valle per tutto il Basso Medioevo, in parte distrutta dalla piena del torrente Cazzola. 

Alle pareti laterali del Presbiterio le quattro palette ad olio raffiguranti i momenti della Passione di Cristo sono legate al lombardo Cesare Ligari.

Al centro, in una nicchia, la statua settecentesca dell'Addolorata rimanda alla Madonna della Soledad, un culto spagnolo diffuso nello Stato di Milano nel '600 e '700. 

Ai piedi di Maria il paliotto con il Cristo morto adagiato sul sudario davanti al quale possiamo vedere il paliotto in scagliola settecentesco che funge da altare, e provienente dalla Plebana di Santo Stefano.

Nella nicchia sulla parete di sinistra si trova una tela con la Madonna del Rosario di notevole qualità. Una teoria di angeli sorregge i medaglioni in cui sono raffigurati i quindici misteri, incorniciati da un nastro intrecciato ad un roseto con foglie e rose rosse.

Statua della Madonna Addolorata
Statua della Madonna Addolorata
Il Martirio di Sant'Agata di Onorato Andina
Il Martirio di Sant'Agata di Onorato Andina
Volta dl presbiterio
Volta dl presbiterio

Oratorio della Madonna del Restello

L'oratorio della Madonna del Restello ha un'elegante struttura ottagonale e uno stile che rappresenta un esempio straordinario di tardobarocco in Valle. L'edificio nasce come Oratorio privato ed è stato costruito come ex voto tra il 1717 e il 1726 grazie alle donazioni di denaro e terreni di importanti famiglie di Castiglione Intelvi. Si racconta che i valligiani, per difendersi dal contagio di un'epidemia di peste, decisero di erigere un cancello in legno in prossimità del confine con il paese di Dizzasco, che in dialetto si dice "resc-tèl", per sbarrare il passo a chi arrivava da fondovalle. 

Lungo le pareti possiamo ammirare l'Annunciazione a destra e la Natività della Vergine a sinistra, opera di Alessandro Ferretti e datati 1748.

Sulla volta centrale il pittore Giulio Quaglio di Laino ha affrescato, nel 1726, l'Assunzione della Vergine.

Ai quattro angoli della volta sono raffigurati i Profeti Isaia, David, Salomone e Sofonia che mostrano versetti che prefigurano la venuta della Vergine.

Nelle nicchie troviamo i quattro Evangelisti con i loro simboli.

Della scuola di Giulio Quaglio anche l'ovale sopra l'altare, un affresco strappato di natura devozionale successivamente ridipinto, che rappresenta la Madonna del Carmine col Bambino che dona lo scapolare ai Santi Pietro e Carlo Borromeo. La decorazione plastica intorno alla mostra d'altare, del 1726 circa, è legata allo scultore Giorgio Ferretti e al figlio Antonio.

Teatro di Castiglione
Teatro di Castiglione

Teatro di Castiglione

Il teatro, nato nella seconda metà dell'ottocento, è stato costruito secondo criteri ancora rinascimentali, cioè la sala rettangolare da pallacorda con un punto di vista privilegiato, quello assiale centrale, ed inoltre con palchi di tipo elisabettiano senza chiusure laterali che permettono quindi una sonorità abbastanza forte all'interno del teatro. Gli spettacoli venivano allestiti con una particolarità: l'accompagnamento musicale cantato. 

Camera picta

La Casa Rinaldi, oggi residenza privata, è la più importante testimonianza artistica profana della Valle Intelvi. Eretta come casa-torre nel centro del borgo di Montronio a Castiglione è di probabile origine bassomedievale, ma venne ampiamente ripresa nel quindicesimo secolo per adattarla a sede signorile e di rappresentanza. Gli affreschi illustrano scene di caccia, di diletto musicale e un corteo trionfale con gruppi di dame e gentiluomini a cavallo, tra cui un moro, preceduta da suonatori di trombe barocche e bombarda, in abiti riccamente colorati.